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sabato 25 aprile 2020

Ducati Apollo

 l’unico esemplare è in Giappone


L’unico esemplare al mondo della Apollo “riposa” in un remoto angolo del Giappone, all’interno di una collezione-museo situata nell’isola di Kyushu.
                                una moto con un motore a quattro cilindri.
Strana sorte, qui in Giappone c’è l’unico esemplare di una moto italiana unica al mondo,
mentre se visiti il Museo Ducati non la trovi!
E’ anche vero, però, che Ducati, nella persona di Livio Lodi, fece carte false 
(e anche un’offerta economica piuttosto sostanziosa!) per convincere il proprietario 
della moto a venderla; ma si sa, far cambiare idea a un giapponese non è
 certamente cosa semplice!
L’unica cosa che ottenne, in cambio di un restauro completo della moto, che poi
 fu anche testata dal giornalista inglese Alan Cathcart, fu quella di 
averla in prestito per tre mesi all’interno del Museo,
 dopo di che l’Apollo tornò in Giappone! 
Il biglietto inviato dall’Ing. Taglioni al proprietario della moto. A fianco, più stringato il messaggio
 inviato da Federico Minoli, allora AD di Ducati, al Sig. Iwashita: tradotto dal giapponese significa
 semplicemente “Rendici l’Apollo!!”.
Il progetto Apollo fu interamente finanziato dall’importatore americano Berliner, ecco perché 
anche sui carter motore è riportato il loro nome. Il propulsore vantava una potenza di ben 80 Cv 
a 6000 giri, con cambio a 4 rapporti: una cavalleria imponente per l’epoca, tanto che in Ducati
 furono costretti a prevedere una doppia corona per la trasmissione finale!


giovedì 23 aprile 2020

Regolarità Epoca   la "  Le Mans" di Montecampione"
1973

Montecampione ad una ventina di km dal Lago d'Iseo ha ospitato l'intero tracciato, non certo durissimo, ma in ogni caso abbastanza impegnativo almeno per quanto riguarda la distanza complessiva da percorrere 840 km !!.
La media da rispettare era 40 km/h valeva per tutte le classi, questo soprattutto per favorire i corridori e  i manager in quanto il giro era lungo 40 km ed il fatto d'impegnare un'ora per compierlo, facilitava tutti per il conteggio dei tempi.
Piloti e mezzi, impegnati per questa massacrante gara sono stati i veri protagonisti, della giornata, mostrando ambedue, una tempra non comune, numerosi equipaggi hanno tagliato il traguardo.
ogni pilota era impegnato alla guida per circa tre ore, mentre per la notte si e' preferito allungare la durata dei turni.

I box della Gilera erano i piu' organizzati tra quelli delle squadre presenti. il n.6 e' quella di Paganesi-Signorelli.
si sono distinte come organizzazione anche l DKW e al box Frigerio - Belussi e Rinaldi.
 la zona box predisposta dai bravissimi organizzatori del M.C. Costa Volpino.

due soluzioni per la guida di notte, solo la zona dell'accelerazione era ad illuminazione artificiale

Si parte :

la partenza dei primi due concorrenti alle 14 di sabato: si tratta di Rinaldi su Puch (1) e di Ferrari (2) su Ktm  a destra al via Farioli e Caccia

un concorrente su Ktm impegnato nella parte notturna.

e sotto curva in stile.

sotto altra soluzione all'oscurità.

In gara anche una honda 350 appositamente preparata per questa gara che ha dovuto abbandonare dopo 15 ore per rottura della pompa dell'olio.



in conclusione una gran bella festa !!














Triumph is my passion